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Comunicato Stampa


“PROVA APERTA”
Stage “Le metamorfosi di Pictor”
a cura di Roberto Biselli

Si è svolta Domenica 1 aprile, all’ Auditorium dell’I.C. “G.Palatucci” del Quadrivio di Campagna (SA), la prova finale dello stage teatrale intensivo tenuto dal regista Roberto Biselli; un tour de force di 16 ore conclusosi con la libera rappresentazione del testo “Le metamorfosi di Pictor” di Herman Hesse. Lo stage e la stessa prova hanno avuto per protagonisti non solo attori d’ esperienza (componenti di “Teatro dei Dioscuri” e alcuni ragazzi dell’ICRA di Napoli) ma anche puri amanti del teatro, con una trasversale partecipazione di tutte le età: adolescenti, giovani, adulti e oltre.
Raggiunto quindi lo scopo voluto dall’Ass.to alle Politiche Sociali del Comune di Campagna, dal Centro Sociale Polivalente “A. V. Rivelli”, dal Piano di Zona S5 e dalla stessa                Ass. Culturale “Teatro dei Dioscuri”: creare un momento di vera aggregazione, mettere insieme differenti esperienze per superare le innumerevoli barriere sociali che quotidianamente ci attanagliano.
“Prova Aperta”, così denominata per sottolineare l’assenza di ogni intento di levatura artistica e per rimarcare lo scopo del libero lavoro su se stessi - come ha più volte ribadito lo stesso regista Biselli: “imparare a non recitare, imparare a essere se stessi”- ha messo in scena una nuova ed insolita maniera di pensare e fare il teatro: un pubblico letteralmente confuso tra gli attori è stato più volte coinvolto dagli stessi nella rappresentazione, un’ interazione creata a tutti i livelli sensoriali, dal con-tatto ripetuto con lo spettatore, all’udito, stimolato dall’ accurata ed evocativa scelta delle musiche, dal gusto, più volte mimato sonoramente dagli attori, alla vista, catturata dalle plateali costruzioni corporee, in particolare dall’albero, costruito con un ordinato groviglio di corpi fluttuanti, abbandonati al vento, all’olfatto, evocato attraverso parole, inspirazioni e, in generale, nel sentore della natura, ricreato dall’insieme, nella sua interezza.
Una rappresentazione in continuo movimento in cui la parola a tratti ha trovato il suo posto nel labirinto delle espressioni corporee, uniche vere protagoniste dell’evento.
Il significato profondo svelato dal testo tradotto in scena: il segreto per vivere intensamente il dono della vita è la metamorfosi, è capire che si muore solo quando ci si nega al cambiamento, solo quando si sceglie di essere, ciecamente, – come Pictor nel testo -  una e una sola forma.
D’ altra parte la metamorfosi è nella vita medesima, la natura stessa la impone nel passaggio obbligato dal nascere, al vivere, al morire; volersi negare una simile crescita, negare alla nostra anima di protendere verso i sogni, le speranze, i progetti, significa negare il naturale corso delle cose e condannarsi al dolore e alla sofferenza.
Emblematica quindi la scelta di un testo simile proprio in un lavoro aperto a tutte le età e costruito attraverso le diversificate esperienze, quasi a far toccare con mano allo spettatore l’assoluta e incontrovertibile verità di quanto portato in scena.
Un’esperienza nuova, un vero momento di partecipazione sociale, uno stare insieme perduto da tempo nella feconda cornice del Teatro, da millenni luogo di abbattimento di barriere, mentali e fisiche.

 

02/04/07
Ufficio Stampa
Teatro dei Dioscuri
Valentina Granito